iF Design Award 2025: trend, visioni e riflessioni

Inclusione, sostenibilità, tecnologia responsabile, leadership culturale e AI etica: i focus emersi all’iF Design Award 2025, dove il design si conferma leva strategica per costruire sistemi, guidare il cambiamento e umanizzare l’innovazione.

Essere presenti a Berlino per l’iF Design Award 2025 è stata un'opportunità preziosa di confronto con il panorama internazionale del design contemporaneo.

La prima giornata si è aperta all’iF Design Lounge del VW DRIVE, uno spazio pensato per il networking e lo scambio tra professionisti provenienti da tutto il mondo. Un contesto dinamico e stimolante, in cui il anche un progetto italiano, la Bocconi Student Interactive Journey Map - premiato nella categoria Service Design - è stato testimonianza del valore strategico delle esperienze che costruiamo.

La cerimonia ufficiale di premiazione degli iF Design Award 2025 si è tenuta al Friedrichstadt-Palast davanti a oltre 2.000 partecipanti da 42 paesi. Tra momenti di grande emozione e riconoscimenti importanti, l’evento ha restituito una fotografia vivida e articolata dell’evoluzione del design globale: 

  • Un linguaggio sempre più orientato a inclusione, sostenibilità e tecnologia responsabile;
  • Ruolo di rilievo dell’education per le nuove generazioni di designer, non solo sul piano tecnico, ma anche su quello culturale e strategico;
  • I settori Service Design, User Experience e Interaction Design, ancora poco rappresentati, hanno un forte potenziale di crescita ed espansione nei prossimi anni.

L’intervento di Norman Foster, premiato con il Lifetime Achievement Award, ha sottolineato come il design possa essere uno strumento universale per comprendere, innovare e migliorare il mondo che ci circonda.

Dopo una giornata così intensa e ricca di spunti, la seconda giornata ha visto protagonisti i Design Trend Lectures: una serie di talk e approfondimenti dedicati ai principali trend che stanno plasmando il futuro del design. 


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l design è cambiato. O meglio: sta cambiando sotto i nostri occhi. Le sue forme, i suoi strumenti, i suoi ambiti di applicazione, ma anche — e forse soprattutto — il ruolo che il design gioca nelle organizzazioni, nelle città, nella società.

Occasioni come la iF Design Trend Conference 2025 rappresentano una finestra preziosa su ciò che sta accadendo e su ciò che verrà.

La conferenza, ospitata da iF Design, ha messo al centro quattro speaker internazionali, ciascuno con una visione forte e originale su uno specifico aspetto del cambiamento in atto: la leadership, la tecnologia, l’identità e il futuro stesso della disciplina.

Abbiamo seguito con attenzione tutti gli interventi, ma due in particolare ci hanno colpito per la loro capacità di risuonare con il nostro lavoro quotidiano: quelli di Tey Bannerman e Martha Tsigkari.



Tey Bannerman — The Evolution of the Design Leader

Ripensare il ruolo del design leader in un mondo complesso


Tey Bannerman ha aperto il suo talk con una provocazione semplice ma potentissima: Il design non è più solo uno strumento per risolvere problemi, ma una pratica strategica per costruire sistemi e visioni condivise.

Con uno stile diretto e profondo, Bannerman ha tracciato l’evoluzione del ruolo del design leader — da esecutore a facilitatore, da “traduttore di bisogni” a attivatore di contesti trasformativi.

Il cuore del suo intervento è rappresentato dal concetto di Design Leadership come pratica culturale, più che solo manageriale. Il design leader non è chiamato soltanto a guidare team creativi, ma a costruire spazi in cui possano emergere nuove connessioni, nuovi significati e — soprattutto — nuove domande.

Ha identificato quattro comportamenti chiave del design leader contemporaneo:


  • Co-creazione del valore
    I leader devono passare da logiche competitive interne a modalità collaborative che generano valore insieme ad altri reparti e stakeholder.
  • Autenticità e salute relazionale
    È fondamentale che i leader si mostrino come facilitatori autentici, capaci di promuovere comportamenti sani e di costruire ambienti di lavoro sicuri.
  • Adattabilità nella gestione dei team
    Serve riconoscere la diversità strutturale dei team (autonomi, a staffetta, collaborativi) e adattare di conseguenza lo stile di leadership.
  • Visione orientata all’impatto
    Occorre abbandonare una mentalità conservativa e abbracciare una leadership proiettata verso l’innovazione e il cambiamento sostenibile nel tempo.


In un contesto in cui i team sono sempre più interdisciplinari, ibridi e distribuiti, la figura del design leader diventa quella di un facilitatore, capace di leggere il contesto e attivare energie comuni. Ci riconosciamo nella necessità di costruire processi inclusivi, generativi, dialogici — che non si limitino a “consegnare soluzioni”, ma abilitino nuove possibilità.


Martha Tsigkari — Disruptive Technologies in Architecture

Progettare con (e non contro) l’intelligenza artificiale


L’intervento di Martha Tsigkari, partner e responsabile del team Advanced Technologies del rinomato studio Foster + Partners, è stato un’immersione concreta e visionaria allo stesso tempo in uno dei temi più caldi del momento: il rapporto tra progettazione e tecnologie emergenti.

La sua prospettiva è chiara: l’architettura, così come tutte le discipline progettuali, è destinata a essere sempre più computazionale, predittiva, data-informed. Ma questo non significa perdere l’anima creativa del design — significa, anzi, amplificarla.

Attraverso una serie di esempi affascinanti, Tsigkari ha mostrato come l’utilizzo di AI generativa, simulazioni ambientali, algoritmi di ottimizzazione e tecniche parametriche stia già rivoluzionando il modo in cui vengono progettati edifici, spazi, città.

Ma ciò che rende il suo intervento interessante è la forte intenzionalità etica che lo guida: le tecnologie non sono fine, ma mezzo. E vanno integrate non in modo passivo, ma critico, mantenendo il controllo sul senso e sugli impatti del progetto.

Per noi, che ci occupiamo quotidianamente di progettazione di interfacce, servizi e sistemi organizzativi, il messaggio è chiaro:

  • Le tecnologie sono alleate, non sostituti;
  • Il nostro ruolo è quello di comprendere, orientare e umanizzare l’innovazione;
  • Il vero potere non è solo nell’evoluzione tecnologica, ma nelle domande che sappiamo porre quando lo usiamo.


A chiudere l’esperienza della iF Trend Conference è stato un messaggio condiviso: stiamo vivendo un’epoca in cui il design sta ridefinendo sé stesso. Non più solo come atto creativo, ma come atto culturale e sistemico.

Ogni progetto, ogni interfaccia, ogni prodotto, ogni architettura è anche una scelta su come vogliamo abitare il mondo.


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